Manzari Assicurazioni — Agenzia Generali Pistoia
Guida gratuita · 15 pagine · PDF

5.300 euro che lo Stato smette di tassarti ogni anno

Se sei un lavoratore dipendente, ogni anno maturi una quota di TFR pari al tuo stipendio lordo diviso 13,5. Questa guida ti dice dove finiscono quei soldi, quanto rendono davvero e cosa cambia se li sposti.

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Copertina della guida: 5.300 euro che lo Stato smette di tassarti ogni anno
Il problema

Il tuo TFR sta rendendo meno di quanto pensi

La legge stabilisce che il TFR accantonato cresca dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione dell'anno prima.

Con l'inflazione al 2% fa il 3% lordo. Poi lo Stato applica un'imposta sostitutiva del 17% su quella rivalutazione, e la applica ogni anno mentre i soldi sono ancora fermi. Ti resta il 2,5%.

Quando arrivi a incassare, sul TFR si applica la tassazione separata con l'aliquota media dei tuoi ultimi redditi. Per una carriera normale siamo intorno al 23-27%.

26.000 euro fermiDopo dieci anni con uno stipendio da 30.000 euro hai accumulato circa 26.000 euro. Quasi un'annualità intera, ferma in un posto che non hai scelto tu.
La soluzione

Gli stessi soldi, con altre regole

Nella previdenza complementare quel montante segue un trattamento diverso:

  • l'aliquota finale parte dal 15% e scende fino al 9% in base agli anni di partecipazione;
  • i versamenti volontari si deducono dal reddito fino a 5.300 euro l'anno, con un risparmio IRPEF che va da 1.219 a 2.279 euro a seconda dell'aliquota;
  • sul montante non paghi imposta di bollo;
  • i soldi vengono investiti, invece di restare accantonati.
Dentro la guida c'è il dettaglio che cambia l'ordine delle priorità: per arrivare al 9% servono trentacinque anni di partecipazione. Ogni anno che rimandi ti alza l'aliquota per sempre.
Cosa trovi dentro

Otto capitoli, venti minuti di lettura

1

Dove finisce davvero il tuo TFR

le tre destinazioni possibili e come capire in quale sei

2

La rivalutazione che sembra un rendimento

i conti veri, con l'inflazione dentro

3

I 60 giorni che scattano quando cambi lavoro

cosa è cambiato dal 1° luglio 2026

4

Le tre novità di quest'anno che giocano a tuo favore

deducibilità a 5.300 euro, portabilità del contributo del datore, nuove forme di erogazione

5

Quanto ti costa aspettare cinque anni

il calcolo che nessuno ti ha fatto vedere

6

Cosa deve avere un piano che regge trent'anni

i tre requisiti da controllare

7

Quando puoi rimetterci le mani

anticipazioni e riscatti, con percentuali e aliquote

8

L'ora che sistema la faccenda

come si arriva a una decisione sui tuoi numeri

A chi serve

Leggila se ti riconosci in una di queste situazioni

  • Lavori da dipendente e non hai mai scelto dove mandare il TFR
  • Stai per cambiare lavoro, o l'hai cambiato da poco
  • Ti sei iscritto al fondo del tuo contratto collettivo senza sapere bene cosa ci fosse dentro
  • Hai una vecchia posizione previdenziale ferma da qualche parte
  • Il tuo datore ti versa un contributo e non sai se puoi portartelo altrove
Chi l'ha scritta

Agenzia Generale di Pistoia — Generali Italia

Francesco e Michela Manzari lavorano su previdenza e protezione del reddito con le famiglie del territorio.

Generali opera in Italia dal 1831 ed è il primo gruppo assicurativo italiano per premi del lavoro diretto. GenerAzione Previdente, il Piano Individuale Pensionistico di cui si parla nella guida, è iscritto all'Albo COVIP al numero 5102.

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Dentro ci sono i conti, fatti con numeri veri. Serve a farti capire come funziona, prima ancora di parlare con qualcuno.

Se dopo averla letta vuoi i numeri sul tuo caso, in fondo trovi come prenotare un'ora con l'agenzia. Senza costi e senza impegno.

Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari. GenerAzione Previdente è un Piano Individuale Pensionistico di tipo assicurativo, fondo pensione di Generali Italia S.p.A., iscritto all'Albo COVIP n. 5102. Prima dell'adesione leggere la Parte I “Le informazioni chiave per l'aderente” e l'Appendice “Informativa sulla sostenibilità” della Nota informativa. Il beneficio fiscale legato alla contribuzione alle forme di previdenza complementare può variare in base alla situazione soggettiva di ciascun contribuente.